Addio alla voglia di essere il migliore, a metà tra l’orgoglio e la presunzione, addio ai codardi, senza il fegato per provarci,
non si tagliano i traguardi.
Addio bastardi senza cuore, il mondo ha bisogno di credere nelle persone!
Addio a quel senso d’insoddisfazione perenne, non deve esserci, è malessere.
Addio al Tavor, agli antidepressivi,che addormentano gli incubi,ma ci rendono più simili a dei soprammobili, c’è più forza nell’ammettere la propria debolezza,di quanta ce ne sia in quella schifezza.
Addio all’indifferenza, che chiude gli occhi della gente,
e fa tacere la coscienza, ed è il più grande male di questa terra,
perchè ogni giorno fa più morti della guerra!
Saremo sempre sullo stesso divano, io seduto e lei sdraiata, appoggerà la testa al mio petto, dondolando una mano nel vuoto. Insieme cercheremo sul mappamondo un luogo abbastanza ignoto ad entrambi per poter condividere l’ebbrezza della scoperta. Io proporrò un atollo in mezzo all’oceano, lei farà i capricci e rilancerà, un’oasi in mezzo al deserto. Alla fine ci accorderemo per restare dove siamo. Un appartamento in mezzo alla città, la vasca da bagno sarà il nostro oceano e la moquette rossa il nostro deserto. Seguiranno acrobazie amorose, intervallate da discorsi struggenti. Ci diremo con gli occhi quel genere di frasi che gli amanti si sussurrano soltanto negli orecchi.
Fonte: nakedasicame
Ho bisogno di un viaggio.
Uno di quelli lunghi.
Quelli che ti fanno dimenticare il posto da cui vieni.
Quelli che ti fanno pensare ”infondo sto pianeta non è poi tanto male”.
Quelli che ti regalano bellissimi tramonti.
Quelli in auto.
Quelli in cui la musica supera il volume dei pensieri.
Quelli che ti fanno vedere le luci più belli.
Quelli delle notti indimenticabili.
Quelli che ti fanno amare.
Ho bisogno di un viaggio.
Uno che mi faccia scoprire me stesso/a.
Ho bisogno di un viaggio.
Io e il mondo.
(via nonhonientedispeciale)
Fonte: wakeupjude
“Se è vero che io parlo con gli occhi, scusatemi gli infiniti vaffanculo che ci leggerete.”
(via sechiudogliocchinoncisei)
Fonte: ragazzocchicielo
Sarei potuto annegare tra le mie lacrime se nel guardare questa foto avessi avuto come sottofondo una canzone triste.
Fonte: patiently
Mi chiedo se starò mai davvero bene, se sarò mai completamente felice. Sono così stanca di sentirmi spezzata…
Fonte: carezzedivelluto
Basta.
Finitela di aspettare, di distruggervi: riprendetevi in mano la vita.
Voi prima di tutto, prima di ogni altra cosa.
Siate egoisti, preoccupatevi principalmente della vostra felicità e non di quella altrui.
Ma che ognuno pensi alla propria, che ognuno si faccia forza da solo, che poi di gente come me che aiuterà comunque ci sarà sempre, che sarà disposta a togliersi qualcosa pur di ricevere qualche sorriso come cenno di un grazie non mancherà mai.
Ma smettetela di dipendere, smettetela di aspettare messaggi o chiamate.
Se chiama, chiamerà, se non lo fa avrà avuto di meglio da fare.
Non distruggetevi per le attenzioni mancate, ci saranno altre persone che se ne accorgeranno, e se non ci saranno, pazienza, accorgetevene voi, curatevi e coccolatevi, abbracciatevi e amatevi. Amatevi da soli, ché in pochi vi ameranno davvero.
Non date importanza a gente che con la vostra importanza c’ha giocato, non perdete tempo dietro chi non ne ha per voi. Ma dietro chi? Ma chi? Ma risparmiate fiato e mal di testa: superate.
C’è gente là fuori che non merita. Che non meriterebbe buongiorni o buone serate, gente che deve stare bene senza di voi, perché di voi non sentirà più parlare.
C’è gente con doppie e triple facce, gente senza carattere: la peggiore.
Superficiali, gente con la fortuna di poter fare ciò che vuole, di poter viaggiare e scappare, gente con più culo insomma, ma capisca che i colpi di culo nelle relazioni c’entrano ben poco.
Gente senza rispetto, gente che forse ce la farà pure: perché no?
Capace che di stupidi ad accoglierla ancora ci saranno sempre, che non si siano stancati abbastanza: fa niente.
Fatevi forza, credete in voi, non abbandonatevi, non annullatevi più.
È il vostro momento, è sempre il momento giusto per vivere bene, per smettere di piangere, per rimettersi in carreggiata. Continuate a voler bene, ma smettetela di sottostare.
Le relazioni si vivono comunque, forse anche meglio.
Imparate a camminare da chi sa camminare da solo, imparate a sorridere da chi sa sorridere senza l’aiuto di nessun altro: siate felici, siate autonomi di sentimento.
Non pretendete troppe attenzioni, rispettate i vostri orari ed eliminate le noti tristi sull’mp3.
Anzi no, lasciatele pure, lasciatele in ricordo dei momenti di assoluta tristezza, lasciatele solo per passare oltre quando capiteranno fra le orecchie.
Riprendete in mano la vostra vita, fatelo per voi stessi. Per voi, solo per voi.
Nessuno deve contar più di un ‘Io’, imparate dagli inglesi, imparate a pensare un ‘Io’ maiuscolo.
Tranquilli che se non avete forze ora, in un futuro prossimo ce la farete.
Improvvisamente perderete la necessità di piangere, di aspettare e di attendere.
Improvvisamente tutto vi apparirà più leggero, e vi ritroverete a star bene nelle situazioni che mesi fa erano le più impossibili da sopportare.
Se mesi fa fossi stata quella di oggi sicuramente avrei pianto di meno, ma quasi certamente non lo sarei, perché son state le lacrime a formarmi.
(via sechiudogliocchinoncisei)
Fonte: vestitadibrividi
Fonte: arqvac
«Bene. E oggi fai vedere chi sei» le disse.
E chi sono?, pensò lei.
(via abituarsiallafine)
Fonte: fromwishestoeternity
Torneranno. È sempre difficile resistere alla tentazione di tornare, non è vero?
(via causethisloveisstrong)
Fonte: sognavadiesseretrovata
Diario di un anno senza te.
Diario di un anno che la domenica nel mio letto ci sono solo io.
Diario di circa duecentottanta brioche alla crema pagate in meno la mattina, prima della scuola.
Diario di come non ho mai più messo la camicia azzurra di quella notte, perché non ho avuto ancora il coraggio di lavarla.
Diario senza foto, senza post-it sopra la scrivania, senza collanine idiote e reggiseni sotto il letto, senza giochi della play-station fermati a metà perché si passava a giocare ad altro.
Diario di un anno che i miei amici non dicono “No Matt non può, Matt è impegnato”.
Nina, Nina mia è passato un’anno e ricordo tutto come fosse ieri. Ricordo i sorrisi e l’Acqua di Gioia che ti spruzzavi sul collo, i foulard enormi e i mocassini bianchi che sfottevo ogni volta che li mettevi, mi manca casa tua e tua mamma e le sue torte allo yogurt, mi manca dirti che ti amo da morire.
Nina, eri un’angelo, Nina, mi hai salvato.
Ti ricordi? Io mi ricordo ogni cosa. Mi ricordo il primo ti amo detto all’incrocio di un angolo, dopo che avevamo litigato. Mi ricordo come tremavi nel letto quella notte, e le carezze che ti ho dato vicino alla bocca e sopra i tuoi capelli castani, mi ricordo la prima volta che ti ho baciato e che siamo caduti nel mentre, e abbiamo riso da morire, poi. Mi ricordo il fiocco che portavi in testa, Sant Andreas GTA e che ammazzavi tutti e non completavi mai una missione, mi ricordo che papà diceva che ti portava in tour come portafortuna e mamma che ti abbracciava e mi diceva che eri perfetta.
E mi ricordo tutte le notti che mi hai asciugato il sangue dalla fronte, le lacrime mentre urlavamo, Jam che singhiozzando mi chiede perché ho lanciato contro il muro la fedina, le tue amiche che non mi hanno mai accettato, tutte le volte che ho fatto quello che ho fatto davanti a te, e tu mi portavi a casa, fumato ubriaco e pestato che ero.
E mi ricordo l’ultima notte, quella frase e quel burrone, la corsa sotto casa tua a chiederti scusa, la pioggia che scrosciava, le sei e mezza di mattina che sono entrato nel mio palazzo, single.
E’ stato un anno fa, Nina. E non sono cambiato, sono sempre il solito coglione che non ha capito un cazzo.
Un anno fa avevo scritto qui, su questa pagina che speravo tu fossi felice. Non so se lo sei, ora.
Ma Nina, grazie. Spero tu possa scoprire il mondo e avvolgerlo col tuo profumo, che tu diventi quello che hai sempre voluto, che tu possa avere cosa non ti ho dato io, Nina scusami, scusami e scusami, e vorrei chiamarti e chiederti cos’hai fatto in dodici mesi senza me. Non tornare assieme, non riuscirei, sei solo la cosa più bella che mi sia mai successa. Dirti “Come stai?”.
E ricordare qualche minuto le torte allo yogurt, il tuo golf grigio, la macchina di tua sorella e le volte che l’abbiamo macchiata, il tuo compleanno, il modo in cui con tutto me stesso, con la forza dell’universo, con l’energia del mondo, ti ho amato.
Fonte: ilmaterialedelcielodimilano



